23. agosto 2013 · Commenti disabilitati su Campana 25 agosto 2013 · Categorie:Senza categoria

Binder1

14. agosto 2013 · Commenti disabilitati su La Campana 18 Agosto 2013 · Categorie:Senza categoria

Scarica qui la : campana 18 agosto 2013

 

IMPORTANTE:

RIUNIONE VOLONTARI SAGRA aperta a tutti

Martedi 27 Agosto ore 20.45

Salone dell’oratorio

Aiutateci a spargere la voce……

Qui potete scaricare il programma della SAGRA 2013: manifesto 2013

09. agosto 2013 · Commenti disabilitati su campo medio terzo – ultimo dispaccio di tutti i campi · Categorie:Senza categoria

Contea degli Hobbits

Collina Tuc.

Campo Medio Terzo

Terra al di la’ del fiume Plavis.

Provincia de Belun

Venerdi’ 09 agosto MMXIII

Dispaccio numero sei e davvero ultimo.

 

Questa mattina il clima si era riportato a valori normali. La sensazione era di vero benessere e faceva quasi freddino. Forse è per questo che il cielo si era steso addosso una bella coltre di nubi.

Minaccia lievemente pioggia ma non ci fa assolutamente paura.

Il tema che affronteremo oggi verte sulla figura di Gandalf, colui che si fa guida dei nani e di Bilbo nel loro viaggio inaspettato.

L’importanza di una guida per la nostra vita non è assolutamente un tema secondario. Almeno fino a quando non impariamo a spiccare il volo e a pilotare la nostra esistenza.

Nella mattinata provocati da tre filmati con oggetto altrettanti personaggi-prototipo che ci guidano nella vita abbiamo scoperto quali dovrebbero essere i fondamentali per uno che si fa guida degli altri.

Il Gandalf Style è veramente interessante:

– si prende cura delle situazioni della comunità dei nani,

– li sprona a riconquistare la loro città, luogo di identità e di valori (tesoro),

– li accompagna nell’avventura ma senza preservare i nani dalle difficoltà che dovranno superare,

– procura loro degli esperti a sostegno ( Bilbo, Beor, Bard,…),

– interviene solo quando serve,

– lascia comunque liberi i nani di decidere del loro futuro pur desiderando profondamente la pace per tutti e la realizzazione dei loro desideri.

Lo possiamo considerare la “parabola” o il “paradigma” di ogni guida.

Nel pomeriggio abbiamo celebrato le confessioni.

Non però lo stesse confessioni di ogni anno.

Intanto abbiamo diviso la confessione in tre parti  in modo tale che fossero celebrate poi nella Santa Messa conclusiva del Campo.

La confessione di lode: si trattava di dire grazie, alla maniera di San Francesco, per tutti i doni ricevuti in questo campo. Lodi che sono diventate il canto iniziale della Santa Messa.

La confessione di vita: raccontare con verità la nostra vita al Signore con la certezza che Lui non ci giudica ma ci per – dona, cioe’ moltiplica i doni  per ricolmare i vuoti di amore che si sono creati nel nostro cuore.  Passaggio poi celebrato nella Santa Messa con un abbraccio di riconciliazione.

La confessione di fede celebrata direttamente dopo l’ascolto del Vangelo con il rinnovo delle promesse battesimali. Il don nella benedizione finale ci ha augurato, una volta tornati a Spinea, di non essere più quelli di prima.

Dopo la Santa Messa sono iniziate le grandi manovre di risistemazione del campo… di battaglia.

La serata vedrà protagonisti i ragazzi e speriamo che il tempo ci permetta un bel falò attorno al quale pregare insieme.

 

Ai ragazzi auguro che non si avveri mai  per loro questo proverbio: “A essere giovani s’impara da vecchi. ”

 

Fatto! Si, nel senso che ormai son proprio fatto….

 

Il di – spacciatore di Campo

09. agosto 2013 · Commenti disabilitati su Campo Medio terzo – Dispaccio 5 · Categorie:Senza categoria

Contea degli Hobbits
Collina Tuc.
Campo Medio Terzo
Terra al di la’ del fiume Plavis.
Provincia de Belun
Giovedi’ 08 agosto MMXIII
Dispaccio numero cinque.

Ieri sera gioco notturno e conclusione delle attività della giornata.
Ma alla mezzanotte in punto gli animatori ne escono con una trovata delle loro.
Divisi a gruppi di camere o tende, a turno, veglia della durata di un’ora attorno al fuoco per tutta la notte.
Nessuno protesterà per non aver vissuto in questo campo … la notte.
Quasi una movida.
Passata la sorpresa, al momento del nostro turno, attorno al fuoco, avvolti nelle coperte abbiamo scoperto subito la bellezza di questa proposta. Tra le altre cose siamo nel periodo in cui il cielo ha più stelle di tutto l’anno, fra poco e’ San Lorenzo e quindi si possono ammirare le stelle cadenti. I desideri espressi durante la notte non si contano.
Su uno schema preciso fatto di tre passaggi siamo stati invitati a rivivere l’esperienza  di Nicodemo che va ad incontrare Gesù di notte. Si tratta del capitolo terzo di San Giovanni, un lungo dialogo sul Battesimo.
Con calma ci siamo letti una lettera di don Tonino Bello inviata ai ragazzi e quindi ci siamo avventurati a formulare una nostra riflessione o pensiero.
L’intro alla riflessione ci è stata data da una storiella che raccontava di un aquilotto che da piccolo era stato accolto in una nidiata di pulcini. Era cresciuto con la convinzione di essere una gallina perché nessuno gli aveva mai detto di essere un’aquila e rimase davvero gallina per tutta la vita.
Gesù invitando Nicodemo a rinascere lo aveva avvertito di non essere una “gallina” ma di avere un destino da “aquila”. Beh, con il battesimo il Signore ci ha avvisato che noi siamo chiamati a qualcosa di più grande di una semplice omologazione sullo status quo in atto.
Il sommo poeta Dante ebbe a dire nella celebre terzina :
“Considerate la vostra semenza (seme, potenzialita’, origine): fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”.
Chi ha orecchi da intendere intenda…. Dopo la riflessione infatti siamo tornati in tenda a riprendere il nostro sonno.
Oggi attività di deserto, cioè un tempo personale dove, creando il deserto attorno a noi, siamo rimasti da soli con noi stessi.  In verita’ l’attivita’ di deserto durata dal mattino fino al pomeriggio inoltrato si e’ articolata in vari momenti inglobando e valorizzando il pranzo al sacco come luogo di scambio, evitando i soliti e spesso banali discorsi.  Per meglio operare ci siamo spostati dal Rifugio e divisi per gruppi ci siamo cercati un posto dove sostare tranquilli.A partire sempre da una storiella, quella dei due semi, abbiamo meditato su cosa farne dei sette talenti che abbiamo ricevuto in dono dal Signore.  Senza dimenticare quello ispiratoci da Bilbo: essere degli scassinatori di porte chiuse dall’egoismo. L’egoismo è molto pericoloso, riesce a rendere una persona talmente povera che gli restano solo i soldi.
Cosa raccontava  la storiella?
Due semi cadono nella terra dalla mano di un seminatore.
Uno non vede l’ora di esprimere tutte le sue potenzialità esplodendo alla vita, quindi affonda le radici e sbuca dalla terra verso il cielo. L’altro per paura  del freddo, di essere calpestato o brucato dagli animali resta li’ in attesa di cosa non si  sa.  La paura di vivere fa sempre brutti scherzi ! Alla fine viene mangiato da una gallina ruspante.
È il paradigma della nostra vita, se non la mettiamo in gioco finisce per essere divorata dal nulla.
Alla fine del deserto abbiamo messo assieme tutte le nostre riflessioni e a fare sintesi del tutto ci ha pensato papa Francesco. Non montatevi la testa… Non lo abbiamo inviato al campo, ci siamo accontentati don un suo messaggio in video estratto da un’udienza del mercoledì. Ovviamente tematizzato sui talenti che, riassumendo quanto diceva,  sono doni fatti a noi affinché ci facciamo dono per gli altri.
Questa sera finalmente un po’ di mondanità dopo tanto riflettere e pregare:
Disco – hobbit ma con lo Style Gandalf.
E parafrasando Seneca mi permetto di latineggiare cosi’ : ” Semel in campo licet insanire!”

Il  tenta di coprirsi di nubi ma non ci riesce.
Dalle pianure arrivano notizie di calure.
Noi … hic manebimus optime.
Speriamo così di voi.

Il di – spacciatore di Campo.

08. agosto 2013 · Commenti disabilitati su Campo Medio Terzo – Dispaccio 3 e 4 · Categorie:Senza categoria

Contea degli Hobbits
Collina Tuc.
Campo Medio Terzo
Terra al di la’ del fiume Plavis.
Provincia de Belun
Mercoledi’ 07 agosto MMXIII
Dispaccio numero tre e quattro.

Di ieri vi ho telegraficamente di- spacciato da quel di Roma. Ma qui a Pian di Coltura le attività sono ovviamente continuate. Anzi Martedì sono iniziate molto presto, all’alba. Infatti di buon mattino, quando ancora il giorno era immerso nella notte, ci siamo portati verso le alture per attendere l’alba e il sorgere del sole.  Uno spettacolo che riesce a parlare  e a raccontare tante cose della tua stessa vita. I poeti ben lo sapevano e il nostro sommo poeta, Dante, così parlo’ di San Francesco usando la simbologia del sole:
“Intra Tupino e l’acqua che discende
del colle eletto dal beato Ubaldo,
fertile costa d’alto monte pende,
onde Perugia sente freddo e caldo
da Porta Sole; e di rietro le piange
per grave giogo Nocera con Gualdo.
Di questa costa, là dov’ ella frange
più sua rattezza, nacque al mondo un sole,
come fa questo talvolta di Gange.
Però chi d’esso loco fa parole,
non dica Ascesi, ché direbbe corto,
ma Orïente, se proprio dir vuole.”
Cantico XI del Paradiso.
Lo spettacolo del sole che nasce è uno dei più  belli a cui si possa assistere ed è pure gratis. Tornati dallo spettacolo siamo andati diretti al Teatro Bianchini…, si, sotto i cuscini…. a recuperare il sonno.
Oggi, Mercoledì, la preghiera del mattino ci ha introdotti al tema. Si trattava della prima parte della Parabola dei talenti.  Ed e’ stata ricerca dei nostri talenti. A fare attività di questo tipo non è facile perché i ragazzi sono condizionati da format come  X – Factor o Talent Got. Rischiano di confondere i veri talenti con quelle che che possono essere delle capacità o semplici abilità. Per carità utili e belle anche queste, ma “talento” per definizione e’ una ricchezza che ci viene data affinché la usiamo a favore degli altri e non per noi stessi. Invece i format di cui si parlava prima evidenziano capacità che poi possono essere sfruttate come opportunità per se stessi. Difficile far capire  la differenza. Siamo tutti condizionati da questi schemi, purtroppo.
Le attività della giornata, proposte dagli infaticabili animatori, ci hanno condotto a scoprire che i talenti consegnatici  sono “sette”.
Si’, proprio sette come sono sette doni dello Spirito Santo.  Anzi, sono i sette doni dello Spirito Santo. E i ragazzi del campo, freschi di Confermazione, non possono non sapere quali sono.   Per  me che scrivo e per voi che ci leggete, quindi noi  che probabilmente abbiamo dimenticato anche  il profumo del l’olio della cresima ci sia di aiuto questo piccolo compendio.
Eccoli: Sapienza ( il dono di dare significato alle cose che viviamo), Intelletto  ( il dono di saper leggere dentro agli avvenimenti della vita per carpirne il significato ultimo), Consiglio  (e’ la capacità di progettare la nostra vita sulla parola del Signore per non diventare stolti come quel l’uomo che aveva costruito la sua casa sulla sabbia),  Fortezza (la capacità di affrontare le situazioni della vita con coraggio), Scienza ( prendere coscienza di chi siamo e del mondo in cui viviamo),  Pieta’  ( e’ il dono di poter vivere una vita bella se riscriaviamo il vangelo con la nostra esistenza), Timor di Dio ( timore non è paura ma un modo cosciente e serio di approcciarsi alle persone e quindi anche al Signor, con rispetto).
Sono esattamente i talenti da trafficare e dei quali ci verrà chiesto conto.
Nella nostra storia Hobbit il talento di Bilbo sembrerebbe quello dello scassinatore. Un po’ banale in verità, detta così. Ma, pensate bene,  se uno e’ capace di aprire porte ( non importa come) potra’  sempre donare libertà,  occasioni di nuovi incontri, possibilità di costruire la pace.
Mo’ vedi sta’ storia dello Hobbit quante cose riesce a farci intuire.
Il battezzato può essere definito come colui che nel mondo, per vocazione, apre porte. Alla domanda ” Cosa si diventa con il battesimo?” Si potrebbe aggiungere a tutte le altre definizioni anche questa: “scassinatori di porte chiuse.”  Dai, non male!
Mi sento ispirato oggi nello scrivere. Ma , state tranquilli non si tratta di esaltazione, sono ben cosciente che come dicevano gli antichi dei poetastri come il sottoscritto: ”  a rima xe bona, ma el poeta resta mona.”
L’attività del pomeriggio ha messo a confronto le diverse modalita’ di vivere i talenti  dalle ragazze e dai ragazzi. Un confronto costruito sulla falsariga di un dibattito in tribunale per raggiungere un buon verdetto. Ecco la sentenza: ” Le diversità diventano opportunità se vissute come complementari.”
Non male direi.

È anche per questa sera vi saluto. Della serata e della nottata vi racconterò domani. A Dio piacendo.

Hic manebimus optime.

Il di – spacciatore di campo.

07. agosto 2013 · Commenti disabilitati su Dispaccio telegrafico su viaggio a Roma e Montefiascone per visita a due campi di seconda e terza superiore · Categorie:Senza categoria

Dispaccio telegrafico su viaggio a Roma e Montefiascone per visita a due campi di seconda e terza superiore.
Terza superiore. Base presso la parrocchia gestita dall’istituto don Orione di Roma in via della Camilluccia, 120. Servizio con la comunità di S. Egidio.
Tutto ok. Tornano domani.
Seconda superiore. Campo Mobile da Bolsena a Roma. A piedi.
Tappe da 20 km al giorno. Prima tappa a Montefiascone.
Partiti ieri arriveranno a Roma sabato prossimo. Ospitai sempre al don Orione. Domenica in piazza San Pietro per l’Angelus del papa.
Tutto, ok. Vesciche ai piedi: nella norma.

Carnet della giornata del di – spacciatore.
Ore  00.01 di martedì 06 agosto: partenza da PdC
Ore 1.00 imbarco della. Coop.
Ore 6.30 arrivo a Roma, presso Istituto don Orione.
Ore 8.00 colazione con gruppo terza superiore
Ore 9.00 preghiera – deserto – confessioni – Santa Messa
Ore 12.30 pranzo
Ore 14.00 partenza per Montefiascone.
Ore 15.00 arrivo presso il monastero di San Pietro in Montefiascone e incontro con gruppo seconda superiore alla prima tappa del loro campo mobile sulla via Francigena fino a Roma. Est! Est! Est!
Ore 16.00 ritorno
Ore 20.30 arrivo a Crea e disimbarco della Coop.
Ore 22.15 arrivo a PdC.

Chiederemo una relazione ai protagonisti sull’esperienza vissuta e pubblicheremo su campana.

Impressioni del di – spacciatore in trasferta.

Il gruppo di terza superiore ha vissuto un’esperienza bellissima e utilissima.
Hanno fatto l’esegesi alla parabola del buon samaritano collaborando con il servizio svolto dalla comunità S. Egidio a favore dei poveri più poveri.
Il guadagno acquisito consiste nell’aver intuito che il primo e più grande dei comandamenti va vissuto “prendendosi cura” di coloro che incrociando sulla nostra strada hanno bisogno del nostro amore, quello che il Signore ha riversato nella nostra vita nel giorno del Battesimo.
Mia considerazione spassionata…: del gruppo di terza superiore possiamo, come comunità cristiana di Santa Bertilla, andare orgogliosi.

Il gruppo di seconda superiore se riuscirà a far tesoro dell’esperienza che stanno vivendo guadagneranno in senso di appartenenza e comunione.
Il percorso e ‘ tosto ma loro sono GGMI … più che tosti. Camminano al mattino con partenza la sei e alzata alle  cinque per non finire “tostati” dal sole.

Un grazie a coloro che hanno fato e stanno facendo da supporto logistico ai due gruppi.

05. agosto 2013 · Commenti disabilitati su CAMPO MEDIO TERZO – dispaccio 2 · Categorie:Senza categoria

Contea degli Hobbits
Collina Tuc.
Campo Medio Terzo
Terra al di la’ del fiume Plavis.
Provincia de Belun
Lunedi’ 05 agosto MMXIII
Dispaccio numero due.

Ci siamo lasciati ieri, prima della serata poi significata da un gioco notturno finalizzato alla ricerca di un tesoro nascosto. Adeguato allenamento per i nostri in vista dell’avventura dentro alla quale saranno chiamati ad immergersi.
Il verbo “immersione” sarà una delle parole chiave del Campo in ottica catechetico . Vi basti pensare che in greco l’azione di immergersi nell’acqua si dice con il verbo βαπτίζειν (dal quale deriva il termine battesimo).
Ma ancor di più è stata una parola chiave per l’attività di oggi. Siamo partiti alle 9.00 per la località Valstagna. Nostra precisa destinazione era la Scuola di Rafting sul fiume Brenta.  Si sono uniti alla nostra attivita’ anche alcuni gestori. Arrivati in base ci siamo bardati con una muta da sub, un casco di protezione,  un giubbetto di salvataggio e armati di una pagaia.
Quindi gli istruttori ci hanno fatto un breve ma preciso corso di caoning.
Con un pullman abbiamo risalito il fiume lungo una strada fino ad uno sbarramento che un tempo serviva a convogliare l’acqua verso le pale di un mulino. Una volta imbarcati su dei gommoni da Rafting, giu’ per il fiume.  Il percorso misurava all’incirca 12 km e si snodava tra rocce, mulinelli d’acqua, vegetazione da fiume, paesi, ponti, anatre.
A metà percorso scesi dai gommoni, da una piattaforma naturale abbiamo provato l’emozione di tuffarci nel fiume. Grazie alla temperatura dell’acqua (freddina come si conviene) non solo abbiamo fatto marameo alla calura opprimente di questi giorni ma abbiamo sperimentato cosa significa passare dal freddo dell’acqua che ti sembra congelare all’emersione che ti fa provare la sensazione di risorgere. Un buon latinista commenterebbe: “Multa paucis”.
Con una semplice attività abbiamo detto tutto quello che invece richiede un sacco di parole se si tenta di spiegare a tavolino: il battesimo come immersione indica il morire con Cristo, nell’emersione dice il risorgere con Lui .
Dove immergersi nella morte di Cristo significa precisamente vivere talmente come Lui da non aver paura di donare tutta la nostra vita per amore, fino alla misura estrema. Chi ha il coraggio di vivere e donarsi come Lui diventa un destinato alla vita eterna.
L’attività di rafting ci ha lasciato addosso,  complice il caldo afoso e opprimente,  una grande stanchezza tanto che una volta tornati riuscivamo solo a fare qualche tiro a pallacanestro…
Le cose che più ricorderemo saranno le prime rapide, il percorso a slalom dove si sono allenati ben due medaglie d’oro olimpiche una  di Barcellona e una di Londra, i tuffi dalla roccia dopo il ponte sul Brenta di Valstagna, l’ultimo tratto fatto a nuoto dopo aver simulato con l’istruttore il capovolgimento del gommone. Non spaventatevi tutto calcolato e programmato.
Qui a Pian i Coltura il termometro misurava 31 gradi alle 16.00.
Ciò non ci ha impedito di realizzare il nostro programma ma che fatica!
Verso sera sono scattate le corvée di sevizio, quindi cena.
Restiamo tutti curiosi di vere se nuche questa sera alcune ragazze, come han fatto ieri sera, avranno il coraggio di presentarsi alla serata truccate di tutto punto. Eppure si legge bene sulla parete della nuova struttura: ” Rifugio”.
Che lo abbiano scambiato per un “club mediterranee”?
Credo che urgerà quanto prima spiegarne la differenza.
“O tempora, o mores!”

Vi lascio qui e non so se domani potrò relazionare. Dovrò spostarmi in quel di Roma e sulla via Francigena a dispacciare di un Campo di Servizio che si conclude (terza superiore alla Comunità di S Egidio) e di un Campo Mobile che ha mosso i primi passi  di. 140 km a piedi che devono fare  sempre con metà la città eterna ( seconda superiore). Domenica prossima saranno all’angelus del Papa in piazza San Pietro.  Quelli di terza ci sono stati domenica scorsa e si son ben visti con il loro striscione.

A presto.

Il di  – spacciatore di campo.

05. agosto 2013 · Commenti disabilitati su Campo Medio Terzo – dispaccio 1 · Categorie:Senza categoria

Contea degli Hobbits
Collina Tuc.
Campo Medio Terzo
Terra al di la’ del fiume Plavis.
Provincia de Belun
Domenica 04 agosto MMXIII
Dispaccio numero uno.

In quel Pian che volge a mezzogiorno di fronte ad una catena ininterrotta di monti  ai piedi della quale scorre con la sua  acqua la Piave…. si concentrarono in una calda e afosa prima domenica di agosto 63 ragazzi e ragazze, accompagnati dai loro genitori,  per essere consegnati agli animatori.
Gli animatori a loro volta li avrebbero introdotti in una storia meravigliosa che si sarebbe snodata attraverso un “viaggio inaspettato”.
Ed eccoci nella Contea Hobbit, nella terra di mezzo, presso la casa di Bilbo Baggins in compagnia di tredici nani invitati da Gandalf.
C’è da aiutare i nani a riconquistare la loro città, una montagna solitaria, Erebor, invasa con la violenza dal cattivo drago Smaug.
Ci uniremo a Bilbo, Gandalf, Gloin, Balin,  Bifur, Fili, Kili, Oin, Thorin Scudodiquercia, Dain, Bombur, Dwalin, Nori, Dori e Ori per riconquistare, attraverso mille prove e peripezie, il tesoro loro rubato e attualmente tra gli artigli di Smaug.
Alla fine, forse, ci accorgeremo di aver scritto la parabola della nostra vita di cristiani: persone che sono continuamente alla riscoperta e riconquista del loro tesoro, disponibili ad aiutare gli altri mettendo a disposizione i loro talenti, attivi nella costruzione della pace, sempre umili nel riconoscere i loro limiti.
Che dire?  Che Dio c’è la mandi buona.
Chi sono questi ragazzi?
Hanno appena concluso la terza media e non sono ancora coscienti di cosa li aspetta alle superiori, hanno ricevuto la Confermazione ma avrebbero bisogno di ancora tante “cresime”,  che qualcosa passa per la loro testa ognun lo sa ma di cosa si tratti nessun lo sa, con quale stile vogliano vivere il campo è una tipica incognita di genere “x” anche se possiamo aver fondati sospetti sui loro algoritmi nel risolvere i problemi quotidiani.  Speriamo si riprogrammino velocemente  sul testo e sulla musica di Gandalfstyle, nostro inno di campo composto dal famoso bardo spinetense Luchas  Haystack.
Mi avventuro nella loro descrizione esteriore: sono alti, ben piantati,  alcuni hanno piedi molto lunghi, vestono capi molto colorati con scritte per lo più in lingua anglosassone, parlano sempre tutti assieme, quando si assembrano in più di due o tre fanno un chiasso bestiale,  non stanno mai fermi, mangiano quantita’ considerevoli di cibo, rincorrono sfere di cuoio rotonde gonfiate di aria per prenderle a calci o sberle,  specie i maschi  quando sudano emanano odore di umanità, le loro scarpe se lasciate per più di un minuto in una stanza chiusa hanno la proprietà di stecchire eventuali intrusi quali grilli, tafani, zanzare, cavallette, talvolta non accendono il cervello prima di parlare, manifestano una indole vanesia ma non la sanno supportare.
Attenzione però, non ho nessuna intenzione di descrivere quello che mostrano ma di indagare su quello che sono. Si cadrebbe nel pericolo di avvalorare il famoso detto latino di Virgilio: “Ab uno disce omnis (Da uno capisci come sono tutti). Noi crediamo invece che ognuno di loro sia originale e unico.
O troverò materia per questo raccontarvi o mi tacciero’.
Questa mattina ci ha raggiunti anche il sindaco della Contea di Spinea, nelle terre che lambiscono il mare, per collaborare con la task force denominata “poenta e ossetti”. Lo ringraziamo della sua presenza e della sua disponibilità.
Ora li lascio. Della serata vi racconterò domani.

A chi mi legge auguro di passare una tranquilla e fresca notte, se potete.

Il di – spacciatore di campo.

02. agosto 2013 · Commenti disabilitati su Campana Bisettimanale 4 e 11 Agosto 2013 · Categorie:Senza categoria

Qui puoi scaricare il giornale parrocchiale: Campana 4 e 11 Agosto 2013

 

IMPORTANTE:

RIUNIONE VOLONTARI SAGRA

Martedi 27 Agosto ore 20.45

Salone dell’oratorio

Aiutateci a spargere la voce……

02. agosto 2013 · Commenti disabilitati su Campo Medio Secondo – dispaccio 6 · Categorie:Senza categoria

Contea degli Hobbits
Collina Tuc.
Campo Medio Secondo
Terra al di la’ del fiume Plavis.
Provincia de Belun.
Venerdi’ 02 MMXIII
Dispaccio numero sesto e ultimo.

Ieri sera ci siamo giocati la sfida finale con Smaug riveduta e corretta per meglio architettare il “gioco stesso”. La scenografia creata dagli animatori avrebbe fatto sentire un dilettante anche Dario Argento per l’horror e Alfred Hitchcock per la suspense. Il buio pesto, l’ora tarda,  i travestimenti degli animatori, la musica di sottofondo diffusa nell’intera area di gioco, i lumini accessi, i sotterranei della casa trasformati in mausoleo hanno condito il tutto.
Marco, che si è ormai imposto come termometro del gradimento delle attività ( quello che la sera della disco hobbit ha preso sonno), piangeva dalla paura: gradimento bassino ma effetto pieno!
In realtà se non sapevi a priori che si trattava di un gioco ad aver paura ci stava tutto. Gli animatori si erano talmente ben travestiti e mascherati che ad aggirarsi qui a Pian di Coltura potevi  veramente credere di  aver incrociato un orco o un Troll, oppure di aver inciampato in un nano o in un hobbit. L’infermeria allertata prima del gioco si era preparata alla battaglia e attrezzata all’uopo contro mal di pancia diplomatici o di vera paura ( qualcuno dichiarava apertamente di farsela sotto…), distorsioni improvvise del piede destro con percezione del male in quello sinistro, panico, stress da sonno.
Il gioco si è concluso con l’annientamento di Smaug da parte di Thror, risuscitato, re di Erebor e padre di Thorin. Avrete già notato la libera interpretazione ad usum del gioco che farà rabbrividire la nostra esperta Laura. In realtà a uccidere Smaug è un dardo scagliato dal grande arciere Bard
che lo colpisce nell’unico punto letale scoperto da Bilbo, il so tallone d’Achille. La città di Bard era stata distrutta da Smaug come rappresaglia per aver ospitato i nani.
L’attività del mattino ci ha visti impegnati in alcuni esercizi che poi ci hanno fatto riflettere sul servizio dell’essere guida per glia altri o per una comunità.
Il don alla fine ci ha fatto notare come il personaggio Gandalf riassuma tutte le caratteristiche di una vera guida:
– si prende cura delle situazioni della comunità dei nani,
– li sprona a riconquistare la loro città, luogo di identità e di valori (tesoro),
– li accompagna nell’avventura ma senza preservare i nani dalle difficoltà che dovranno superare,
– procura loro degli esperti a sostegno ( Bilbo, Beor, Bard,…),
– interviene solo quando serve,
– lascia comunque liberi i nani di decidere del loro futuro pur desiderando profondamente la pace per tutti e la realizzazione dei loro desideri.
Lo possiamo considerare la “parabola” o il “paradigma” di ogni guida.
Nel pomeriggio abbiamo celebrato l’eucarestia conclusiva del campo facendola precedere dal sacramento della confessione vissuta nella sua interezza:
– confessione di lode,
– confessione di vita basata sul brano evangelico dell’incontro di Gesù con Zaccheo. Il don ci ha avvertito che quando entriamo davvero in amicizia con il Signore poi non siamo più quelli di prima,
– confessione di fede.
La confessione di lode è diventata poi il canto iniziale della Santa Mesa, l’unico.
La confessione di vita l’abbiamo conclusa con l’abbraccio di riconciliazione sempre durante la Santa Messa seguito dal rinnovo delle promesse battesimali e da un bans, così come all’offertorio. Non avendo chi suonasse la chitarra o chi intonasse i canti ci siamo arrangiati così.
Insomma, abbiamo finito in gloria.
Domani saremo di ritorno . State attenti, però, non saremo più quelli di prima ( a dir la verità neanche di seconda). Se volete sapere perché andate a leggervi il finale del libro Lo Hobbit.

Arrivederci a Spinea.

Il di – spacciatore di Campo, per servirvi.

Parrocchia di S.M. Bertilla - Spinea

Parrocchia di S.M. Bertilla – Spinea